JURAssic PARK - Le vin Perdu

JURASSIC PARK FILM

Sono passati quattro mesi dal nostro ultimo viaggio in JURAssic Park e il dottor Gaggero è miracolosamente sopravvissuto ad uno dei più terrificanti incontri con un vino. Ecco come sono andate le cose:

Reastaurant Le Grapiot a Pupillin, lo scienziato naturalista Jean-Michel Petit dopo aver concluso le sue ricerche gastronomiche jurassiane si allontana dal tavolo di lavoro, lasciando per alcuni minuti da solo il dottore.

In quegli interminabili minuti il dottore non riuscì a fare altro che a stare fermo immobile e a pensare a quello che si erano appena detti.

Passarono davvero pochi minuti ma per il dottore Gaggero sembrava fossero passate ore.

Jean Mi, così viene chiamato da tutti lo scienziato, chiamò il dottore nella sala degli esperimenti. Appena entrati Jean Mi esordì “Ragazzo, ti ho tenuto un bicchierino da assaggiare, è quello sul bancone, dimmi cosa ne pensi”

“Jean Mi, ma che cavolo è?”

“Sembra un dinosauro!!!”

“Più o meno amico mio… E’ un Vin Jaune del 1886”

Benvenuto a JURAssic Park, Scopritore di Terroirs

Ho voluto raccontarti questa storia per farti capire perché è importante che tu comprenda come e dove nasce JURAssic Park di VITE.

Nei mesi scorsi grazie ad alcuni autentici Scopritori di Terroirs italiani siamo riusciti ad aprire uno sguardo molto più ampio sul panorama vitivinicolo dello Jura.

Mi piacciono i vini dello Jura in primo luogo perchè li trovo molto contemporanei. Un vino di Jura oggi mi da piacevolezza, fantasia, energia e una possibilità infinita di sposarlo sulla tavola con un qualsiasi piatto. Mi piace lo Jura anche come regione: foreste, campi estesi da allevamento, un paesaggio da taglialegna. Mi piacciono i vignaioli dell Jura perchè coltivano piccole parcelle di vigna vecchie e autoctone.” Guido Galli, Enoteca Galli di Senigallia (AN) VEDI SITO

Ora però per aiutarti a comprendere più profondamente quello che è oggi lo Jura devi prenderti 5 minuti per leggere quello che ti sto per raccontare.

JurassicPIccolo2

Lo Jura è una piccola regione vitivinicola dal grande potenziale che però è stata eclissata per lungo tempo da altre regioni adiacenti come la Borgogna, in primis e di seguito l’Alsazia.

Negli ultimi tre decenni però, grazie a pionieri del calibro di Pierre Overnoy, Alain Labet, Stephane Tissot, che hanno saputo comprendere a fondo il potenziale dei vitigni, dei suoli e delle zone, abbiamo visto sbocciare una nuova primavera con moltissime aziende, dove l’agricoltura biologica e pratiche di cantina assolutamente non invasive sono alla base dell’operato quotidiano.

Possiamo affermare con certezza che lo JURA è la regione vitivinicola più “verde” in assoluto con 1/3 della produzione totale in naturale (dato del 2016).

Voglio che sia ben chiara una cosa prima di proseguire, odio il termine RIVOLUZIONE, non mi piace. Spesso viene utilizzato senza cognizione.

Preferisco parlare di, TRASFORMAZIONE, PROGRESSO, CAMBIAMENTO

BERE VINI DELLO JURA NON E’ RIVOLUZIONE MA PROGRESSO

Quando si parla di Jura bisogna avere in mente IL LAVORO ma soprattutto la STORIA dei contadini.

Gli stessi contadini che sono riusciti ad andare oltre a quello che si trovava di fronte a loro, intuendo ciò che non era presente.

La parola giusta per definirli è GENI.

GENI dell’eta’ moderna che hanno dato il via alla grande TRASFORMAZIONE vitivinicola della regione fino ai giorni d’oggi.

Era doveroso chiarire alcuni aspetti prima di proseguire, addentrandoci finalmente dentro quello è lo JURA

JURA MAPPA

I SUOLI

Lo Jura è una regione vitivinicola molto piccola, siamo in corrispondenza del confine est francesce con la Svizzera.

Conta all’incirca 1950ha vitati, ovvero meno della superficie vitata della sola Denominazione di Chablis.

Stiamo parlando di una zona geografica particolare ovvero una striscia di terra lunga circa 80 km con una larghezza che va dai 2 ai 5 km che stacca il plateau ad est ad un’altezza di 600 metri dalla piana di Bresse ad ovest.

La piana di Bresse, principalmente argillosa, si è formata grazie all’erosione dei suoli del plateau dello Jura.

L’erosione, la pressione delle piattaforme terrestri e la formazione dell’arco alpino, ha fatto si che si formassero nei millenni delle colline.

Le colline sono formate principalmente da marne giurassiche e sovrastate da uno strato di calcare.

MA COSA SONO LE MARNE GIURASSICHE?

Le marne giurassiche sono delle sabbie compresse e fossilizzate nel tempo che appartengono a due ere geologiche fondamentali: Il Triassico, circa 200 milioni di anni fa ed il Giurassico, circa 2 milioni di anni fa. Esse si sono formate lasciando, tra uno strato e l’altro di marna, degli strati di sale che costituiscono oggi un reticolato minerale fondamentale per la zona e per le mitiche caratteristiche dei vini.

Andando dunque a tagliare una classica collina vitata in Jura, troveremmo una situazione che potrebbe riassumersi nella seguente:

  1. 500mt slm: Agglomerati di rocce calcaree.

Viticoltura assente

  1. 450-350mt slm: Stratificazione di marne grigie giurassiche.

Vitigni: Ploussard e Savagnin

Vini VITE: Ploussard Domaine de la Renardière; Fleur de Savagnin Domaine Labet, Domaine de la Tournelle; Les Geodes Buronfosse

  1. 350mt slm: possibile sedimentazione di argille di erosione

Vitigni: Chardonnay e Trousseau

Vini VITE: Cuvée Fleur Domaine Labet

  1. 300 mt slm: Calcari di Gryphea (calcari fossili dell’era giurassica)

Vitigni Chardonnay

Vini VITE: Terre de Gryphée Domaine de la Tournelle; La Bardette Domaine Labet.

  1. 250-300mt slm: Stratificazione di marne varicolori (rosse e verdi) del triassico

Vitigni: Ploussard, Chardonnay, Savagnin.

Vini VITE: Jurassique Domaine de la Renardière.

  1. 250mt slm: Possibili sedimentazioni argillose con presenza calcarea

Vitigni: Chardonnay e Trousseau

Vini VITE: Chardonnay Champ Divin.

Come abbiamo visto dunque ad ogni suolo un vitigno ed un vino, un concetto molto borgognone effettivamente che nasce nello Jura negli anni ’80.

Mentre Pierre Overnoy a Pupillin cercava delle soluzioni il meno interventiste possibili nelle sue vinificazioni, grazie anche ai consigli di Neuport; Alain Labet a Rotalier recuperava vecchi vigneti a seconda dei suoli sui quali erano piantati con l’intento di verificare le differenze di espressione del vitigno su differenti suoli.

Questo è un passaggio storico fondamentale nella trasformazione dello Jura.

In particolare credo che voi di VITE abbiate un piccolo tesoro tra le mani che risponde al nome di Domaine Labet, spero che voi lo possiate gestire bene nel futuro perchè lo ritengo uno dei migliori produttori JURAssici. I suoi Chardonnay sono semplicemente straordinari” Stefano Ferrari, Enoteca Storica Faccioli Bologna VEDI SITO

CHE SI BEVE IN JURA?

Mi piacciono questi vini perché mi perdo nella loro bevibilità e freschezza.Vorrei vendere di più della Jura, ma la nostra regione è molto forte e non sempre si sposta l’interesse del cliente su altro. La selezione VITE mi piace e col tempo si è arricchita di etichette per me sempre più interessanti, che come sapete ho assaggiato direttamente lì. Aspetto una bella degustazione tutta sulla Jura per poter assaggiare le nuove annate e farle assaggiare ad altri colleghi.” Gigi Desana, Ristorante Scannabue Torino VEDI SITO

Ho voluto utilizzare queste righe riportate durante un incontro con Gigi Desana patron dello Scannabue di Torino per introdurvi ad uno dei capi saldi della regione, l’ossidazione.

VIN JAUNE BOTTE

I vini ossidativi in Jura rappresentano la storia della regione

Prendiamo ad esempio il mitico Vin Jaune, nella tradizionale bottiglia clavelin da 62cl. Sono quelle referenze nell’immaginario comune ed immortali, strettamente legate alla tradizione della regione.

Vini bianchi importanti ed intensi dalle note ossidative di nocciola ma accompagnate anche da un corredo speziato di curry e zafferano.

I vini ossidativi, chiamati sous voile, sono davvero qualcosa di speciale, sono vini che invecchiano diversi anni in botti scolme dove una serie di processi trasformano un vino bianco in un prodotto affascinante e magnifico.

Ma da cosa è dovuto? Parliamo di “voile”!

La voile o “flor” in spagnolo, è un biofilm formato principalmente da lieviti Saccharomyces cerevisiae beticus, i responsabili della formazione del velo.

La voile svolge una funzione davvero particolare, protegge parzialmente il vino dall’ossidazione e trasforma la glicerina in acetaldeide (=etanale) precursore del composto aromatico per eccellenza dei vini ossidativi, il sotolone, composto che dona il tipico colore dorato (jaune) e aromi caratteristici come il curry, lo zafferano e la nocciola.

PERCHE’ BERE OSSIDATIVO?

Questa è la domanda, giusto?

Nel senso, tutti siamo affascinati e ci chiediamo che fare con un vino ossidativo.

Tu sommelier, tu oste, cosa vuoi fare quando apri una bottiglia?

Vuoi regalare loro un’esperienza unica! Vuoi colpirli, vuoi vedere il loro volto stupito ed affascinato da quello che hanno di fronte! Questo è quello che accade ogni volta che metti in un bicchiere un vino ossidativo, che sia accompagnato a formaggi, ostriche e frutti di mare, pesci con carne dal sapore intenso come il tonno, la ricciola, carni bianche di vario tipo, bene non importa con cosa ma loro avranno un’esperienza meravigliosa.

Pensi che NON sia ancora arrivata l’ora di essere pronto a stupirli con il potere della voile?

La seconda domanda è, ma lo Jura è una regione da bianco o da rosso?

Nella maggior parte dei casi potremmo dire che se pensiamo allo Jura ci vengono in mente i grandi vini bianchi, a parte il Vin Jaune, di cui abbiamo già parlato, oggi troviamo vini bianchi vinificati alla borgognona, classificati come ouillée, ovvero a botte ricolmata.

Prodotti principalmente a partire da chardonnay e savagnin spesso ci troviamo di fronte a vini che rappresentano al meglio la vera identità della regione

Poi abbiamo i rossi, vini generalmente dal corpo leggero ma che se interpretati a dovere fanno davvero parlare di se; il ploussard o poulsard sicuramente è il vitigno più rappresentativo, anche grazie alle superbe interpretazioni di Pierre Overnoy e Manu Houillon.

Gli altri due vitigni più diffusi sono il trousseau, tipico di Arbois, ed il Pinot Noir. Insieme a questi a Rotalier un paio di viticoltori, Ganevat e Buronfosse, hanno fatto un gran lavoro di recupero di vitigni come il: Beclan, Enfarinée ed altri conosciuti ma poco utilizzati in zona come il Gamay.

Comunque se dobbiamo definire la regione è sicuramente bianchista con una produzione totale tra stile ouillé o sous voile (typée Jura) di oltre il 60% della produzione totale.

Penso che dopo questa lettura, tu abbia avuto la possibilità di avere le idee leggermente più chiare su quello che rappresenta e rappresenterà lo Jura.

Nei prossimi giorni avrà inizio la seconda parte di JURAssic park di VITE che darà la possibilità a tutti i professionisti del mondo del vino di vivere la vera esperienza JURASSICA

Noi di VITE pensiamo che un vero Scopritore di Terroirs debba essere ripagato per tutto il lavoro di ricerca e di studio che fa per crescere la propria professionalità.

Per questo abbiamo creato la membership “JURAssic Park – Scopritori di Terroirs” che darà la possibilità a tutti i professionisti del vino di ottenere vantaggi mai visti

  • Riservare le referenze dei produttori più richiesti
  • Ottenere la “Plou-Rex Box” di Jurassic Park
  • Partecipare al viaggio di Aprile in Jura
  • Possibilità di registrarsi gratuitamente alla prima degustazione di vini dello Jura nel 2018

Queste sono solo alcuni degli imperdibili vantaggi della membership “JURAssic Park – Scopritori di Terroirs”

Inizia da qui => SITO VITE

Fonti =>

“Jura Wine with local food and travel tips” Wink Lorch VEDI SITO

“JURA, il territorio, i vignaioli, i vini” Samuel Cogliatti, Possibilia Editore VEDI SITO

JURAssic Bottles

 

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