Sylvain Pataille – 11 vini - Pura Emozione

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In questo articolo riportiamo la degustazione ed il racconto in dettaglio delle caratteristiche dei vini più significativi ed iconici di Sylvain Pataille. Pura Emozione.

Sylvain Pataille fonda la propria azienda nel 1999, partendo da una piccola parcella di vigne vecchie di Aligoté doré, nel Climat di En Auvonne da cui oggi viene prodotto il Bourgogne Aligoté “Les Auvonnes au Pepe”.

Dall’epoca Sylvain ci ha regalato espressioni vibranti di Pinot Noir, Chardonnay, Aligoté di Marsannay ed alcune curiosità come Il Rosé di Marsannay, il Bouzeron e lo Chardonnay Rose.

Tutti i vini di Sylvain vengono prodotti con la minor intervenzione possibile, anche a livello energetico. I vini spesso non sono filtrati e con un tenore di solforosa contenuto. 

In questo articolo verranno raccontati 11 vini dell’ampio repertorio di questo grande ed assoluto artigiano del vino. Le annate presentate saranno 2022 e 2023.

Tutti i vini sono stati assaggiati nel calice Gabriel Glas Gold Edition.

Allacciate le cinture e godetevi il viaggio.

 

 

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Annata 2022

Clima: annata molto calda e secca, con estate torrida ma non devastante come il 2003; le piogge di fine agosto hanno salvato le maturazioni.

Rese: buone, dopo anni complicati; raccolto sano, con uve mature e buccia spessa.

Stile dei vini: rossi ricchi, fruttati, con tannini maturi e rotondi; grande immediatezza e piacere di beva. Bianchi (Aligoté, Chardonnay) più densi e solari, con acidità un po’ più moderata ma sostenuta da salinità e mineralità.

Nota di Sylvain: un’annata “generosa e golosa”, di grande accessibilità, con vini che mostrano già ora piacere ma che manterranno un buon potenziale di evoluzione. Gli affinamenti in generale sono stati più lunghi per permettere l’acquisizione della tensione necessaria ai vini.

Annata 2023

Clima: annata fresca-variabile dopo la calura di 2022; primavera irregolare, estate più equilibrata con piogge alternate a periodi caldi. Vendemmia scalare e molto precisa.

Rese: un po’ più alte del 2022, ma con ottima maturazione fenolica.

Stile dei vini: bianchi molto tesi, vibranti, con acidità più incisiva rispetto al 2022; Aligoté in particolare con trame affilate e grande freschezza. I rossi sono eleganti, più floreali e minerali, meno opulenti ma più “classici” e raffinati.

Nota di Sylvain: annata che richiama i millesimi “borgognoni tradizionali”, con equilibrio e leggerezza, vini da leggere nel tempo più che nell’immediatezza.

 

 

 

1 - Bourgogne Aligoté « Les Auvonnes au Pepe » 2023

Parcella storica di 0,8ha della famiglia Pataille, piantata dal nonno di Sylvain tra il 1955 e il 1961 con il raro Aligoté Doré. Situata nel climat “En Auvonne”, su suoli marnosi con presenza di pepite calcaree, rappresenta una delle vigne più care al vigneron.
La vinificazione segue il rispetto della tradizione di Sylvain: fermentazioni spontanee, affinamento barrique e demi-muids, e una minima aggiunta di solforosa solo al bisogno.
Il vino si apre con note di agrumi, pietra focaia e un tocco riduttivo giovanile che gli conferisce prospettiva. Al palato è teso, salino, con acidità precisa e un’energia che ne sostiene la longevità.
Per Sylvain questa cuvée rappresenta “l’anima dell’Aligoté”, un vino che dimostra come un vitigno storico, su suoli e vigne vecchie, possa competere con i grandi bianchi della Côte d’Or.

Sarà stato anche per questo che Sylvain da sempre ha voluto proteggere l’identità dell’Aligoté di Marsannay.

2 - AOC Bouzeron 2022

Unico villaggio della Côte d’Or dedicato esclusivamente all’Aligoté, qui interpretato da Sylvain con parcelle situate su marne calcaree e forti pendenze.
Fermentazione spontanea, affinamento in barrique e demi-muids, nessuna chiarifica.
Il naso è agrumato e floreale, con note di erbe fresche e un tocco gessoso. La bocca mostra acidità vibrante e materia cremosa, in equilibrio con un finale salino.
Per Sylvain, Bouzeron è la prova di quanto l’Aligoté possa raggiungere finezza e profondità paragonabili agli Chardonnay di villaggio.

3 - Bourgogne Aligoté « Clos de Roy » 2023

Situato nella parte alta di Marsannay, su suoli calcarei poveri con scheletro abbondante di calcare, il Clos de Roy esprime un’Aligoté dalla tensione cristallina.
Fermentazioni spontanee, affinamento in barrique e demi-muids con un approccio che privilegia la purezza. Al naso note di lime, mela verde, fiori bianchi e una mineralità tagliente. In bocca acidità verticale, precisione e un finale iodato.
Secondo Sylvain, il Clos de Roy è l’Aligoté “più puro e austero” della sua gamma, capace di affinarsi in bottiglia per oltre dieci anni.

4 - Marsannay Blanc - Chardonnay Rose 2022

Un progetto unico: lo Chardonnay “rosé” è una rara variante dello Chardonnay con buccia rosa dai riflessi ramati, che Sylvain coltiva e vinifica con cura maniacale. Suoli calcarei fini, esposizione fresca.
Fermentazione spontanea e affinamento in in barrique e demi-muids.

Il vino presenta un colore dorato, profumi di frutta matura, agrumi canditi e spezie leggere. Al palato materia e freschezza si fondono con un tocco vellutato e cremoso.
Sylvain lo definisce “un vitigno fantasma”, sopravvissuto a fatica in Borgogna, che vuole riportare alla luce con autenticità.

5 - Marsannay Blanc « Le Chapitre » 2022

Climat storico di Marsannay a confine con la città di Digione. Si tratta di una AOC Marsanny che fino al 2019 ha imbottigliato come Bourgogne. Questo climat rappresenta probabilmente il miglior potenziale di Marsannay, Si tratta di terreni marnosi a prevalenza calcarea, come fosse un tappeto di pepite bianche ed un microclima fresco tipico proprio dell’AOC. La parcella di Chardonnay è di soli 0,3 ha piantata nel 1955, esposizione est.
Fermentazioni spontanee in barrique e demi-muids e affinamento su fecce fini due inverni.

Il naso esprime agrumi maturi, pesca bianca, fiori di campo e mineralità gessosa. In bocca cremosità e tensione si incontrano, con un finale lungo e salino.
Per Sylvain, questo bianco è “la voce nascosta di Marsannay”, capace di reggere il confronto con i grandi bianchi della Côte de Beaune.

6 - Marsannay Rosé « Fleur de Pinot » 2022

Questo è un vino unico nel suo genere, un Rosé di grande ambizione, prodotto da vecchie vigne di Pinot Noir e Pinot Beurot (varietà rara borgognona riconducibile al pinot gris) su terreni estremamente calcarei sui climats di Charmes aux Prêtres e Champ Forey. Un 80 % di Pinot Noir ed un 20 % di Pinot Beurot, le vigne hanno dai 50 ai 90 anni. La metà è pressato direttamnte, l’altra metà vinifivata con 2/3 giorni di macerazione sulle bucce.  Fermentazioni spontanee, affinamento in demi-muids.
Un rosato di carattere, e lo si percepisce già dal colore, legermente più intenso di quello che ci aspetteremmo. I Profumi ricordano fragolie e frutti di bosco, fiori secchi, spezie leggere e buccia di agrume. Il sorso è strutturato, con freschezza vibrante, tannino finissimo e finale persistente. Un rosato che ha in se le due anime sia del bianco con la tensione che il rosso con la complessità e la materia. Questo è un fiore all’occhiello della gamma Sylvain Pataille, che richiama alla mente la storia del rosato di Marsannay nato delgi anni ’30 del ‘900.

7 - Marsannay Rouge « Clemengeots » 2023

Il Climat “En Clemengeots” situato nella parte nord del comune di Couchey, su marne profonde circa 30-40 cm su di una dura placca di calcare, con esposizione est. La parcella di Pinot Noir è di circa 1 ha e ha la caratteristica di avere una buona parte di un biotipo di pinot chiamato pinot droit, che ha come peculiarità un raspo piuttosto grande. Per questo motivo è l’unico dei vini di climat di Sylvain che non ha un 100% di grappolo intero ma viene diraspato per il 50%.
Fermentazione spontanea, macerazione per circa 3 settimane ed affinamento in barrique.

Per le caratteristiche presentate, il Marsannay Clemengeots è per Sylvain il pinot noir più “immediato e seducente” dei suoi Marsannay rossi.

Il naso offre lampone, ciliegia, note speziate e un tocco floreale. Al palato è fresco, elegante, con tannino appena accennato e un finale goloso e speziato.

8 - Marsannay Rouge « Longeroies »2023

Uno dei climats più rinomati di Marsannay, sotto il comune di Chenove, con pendenze ripide e suoli ricchi di calcare, è di fatto il prolungamento naturale del Clos de Roy, ma con una pendenza meno importante, ed un orientamento maggiormente a sud, rispetto al primo. Di Longeroies ne troviamo due, uno alto più calcareo sul coteau e uno basso, sotto la strada con suoli di marna più argillosa e rossa. La parcella di Pinot Noir di Sylvain si trova sulla parte alta più calcarea. 
La vinificazione è a grappolo intero quasi per la totalità della massa, le macerazioni sono di circa 3 settimane e l’affinamento in barrique. Aromi di frutti neri, violetta, geraneo, spezie e grafite. Bocca profonda, con tannino presente ma ben integrato e grande lunghezza. Ha una tensione salina in bocca slanciata ed elegante.
Per Sylvain, Longeroies è il cru “più classico” di Marsannay, capace di esprimere nobiltà e struttura.

9 - Marsannay Rouge « Clos du Roy » 2023

Senza dubbio un Climat iconico all’interno del ventaglio dei vini di Sylvain. La prima parcella alla quale uno pensa dell’azienda. Il Climat è situato nella parte alta di Marsannay nel comune di Chenove, tra il Longeroies e Le Chapitre. Siamo a pochi passi dal mitico edificio dei Pressoirs des Ducs de Bourgogne datato 1238. Questo racconta una storia estremamente importante, ovvero che se c’erano i Pressoirs dei Duchi di Borgogna era sicuramente una zona storicamente considerata importante. Il climat sorge su terreni bianchi calcarei che donano ai vini una grande austerità ed importanza. Di Pinot Noir in questo climat Sylvain ne possiede circa 3 ha. Vinificazione a grappe entière, affinamento in barrique.
Profumi di ribes nero, spezie fini, erbe aromatiche e un tocco affumicato. Palato verticale, tannino cesellato, grande energia minerale.
Sylvain lo considera “la colonna vertebrale” dei suoi Marsannay, un vino da lunga evoluzione.

10 - Marsannay Rouge « Le Chapitre » 2023

Come già presentato per il bianco, Le Chapitre è un Climat storico di Marsannay a confine con la città di Digione. Si tratta di una AOC Marsanny che fino al 2019 ha imbottigliato come Bourgogne. Questo climat rappresenta probabilmente il miglior potenziale di Marsannay, Si tratta di terreni marnosi a prevalenza calcarea, come fosse un tappeto di pepite bianche ed un microclima fresco tipico proprio dell’AOC. La parcella di Pinot Noir è di 1ha con vigne di 25, 40 e 70 anni.

Vinificazione a grappe entière, affinamento in barrique. Al naso frutti rossi, sottobosco, spezie dolci e una mineralità marcata. Bocca raffinata, con trama tannica elegante e un finale fresco e persistente. In alcune annate è di una delicatezza incredibile, lascia spazio a profumi di geraneo e rosa, mantenuti vivi da una splendida vibrazione minerale. Il 2017 è stato un Le Chapitre che mi ricordo mi aveva particolarmente emozionato e di cui riservo il ricordo come un gran vino. Grande Sylvain! Insieme a Clos du Roy, i due vini rossi per eccellenza dell’azienda.

11 - Marsannay Rouge «  L’Ancestrale » 2022

La grand cuvée dell’azienda, senza dubbio, il vino con più elementi. Sylvain decise anni fa di curare tre micro-parcelle di Pinot Noir, piantate tra il 1930 ed il 1945 sui climant di Clos du Roy, En Clemengeots e Les Ouzeloy. Impianti ad alta densità, ad alberello, durante l’anno vengono lavorare a cavallo e non vengono mai cimate. Questo vino è l’anima di marsannay nella vesione più minerale e profonda dove all’humus e alle radici, si accompagna il the nero, alle erbe medicinali dell’erboristeria, la speziatura nera, il frutto di mora, ciliegia prugna con una chiusura salata!  Un vino dal tannino presente e materico, ma con una freschezza e vibrazione disarmante, ed un finale pressoché salato! Un vino che sicuramente da il meglio di sé dopo qualche anno in cantina ma tra le bottiglie più sorprendenti che potreste provare in Cote de Nuits, ed è un Marsannay! Ovviamente vinificato a grappolo intero, una lunga macerazione di tre settimane ed un affinamento di almeno 24 mesi. Il naso è intenso e complesso, con note di frutta nera, spezie, erbe officinali e richiami terrosi. Al palato è strutturato, profondo, con tannini fitti e finale salino.
Un vino che rappresenta il lato più arcaico e autentico di Marsannay, quello che Sylvain definisce “un ponte tra passato e futuro”. Comprate e mettete via!

 

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