ARTUKE
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Baños de Ebro, Rioja Alavesa - Rioja
Nel 1981 Cesareo de Miguel spese tutti i suoi soldi per piantare una vigna su di una parcella di calcare attaccata alla montagna. La vigna produceva pochissima uva e tutti i paesani lo prendevano in giro perché era stato un loco a piantarla dove non cresceva nulla, solo un folle lo avrebbe fatto.
I paesaggi della Rioja sono davvero speciali e non a caso è una meta turistica piuttosto importante. La Rioja è una regione della Spagna settentrionale, però gode di un clima peculiare perché, nonostante sia vicina in linea d'aria alla costa atlantica, la catena montuosa de La Sierra Cantabria blocca l'influenza atlantica, lasciando spazio al clima continentale.
Alle pendici del versante sud della Sierra Cantabria si aprono distese di vigneti ad alberello che disegnano un paesaggio iconico tagliato dall'andare sinuoso del fiume Hebro, il fiume più grande della nazione.
Ed è all'interno di questo paesaggio che la famiglia de Miguel Blanco coltiva i propri vigneti. Nel 1991 Roberto de Miguel Blanco, viticoltore figlio di viticoltore, decide di iniziare a produrre il proprio vino interrompendo a poco a poco il conferimento delle proprie uve. È stato un passaggio difficile ma fondamentale perché oggi possa esistere la realtà di ARTUKE.
Il marchio è la crasi dei nomi dei due figli Arturo e Kike che da metà anni 2000 sono tornati a casa e hanno deciso di dedicarsi alla crescita dell'azienda di famiglia. Arturo è il volto di ARTUKE e colui che vinifica in cantina, Kike è un appassionato della terra, è viticoltore nell'indole e si prende cura delle vigne piantate dal nonno.
L'obiettivo è portarsi a casa la migliore uva possibile, domando naturalmente il tannino ed avendo un buon frutto fragrante. Si parte dal campo con una viticoltura rispettosa in biologico ed una trasformazione in cantina dei vini secondo una visione che fa parte della modernità della Rioja: frutto, territorio, fruibilità, freschezza e fragranza.
Di solito quando si pensa alla Rioja vengono in mente vini di struttura con parecchia influenza del legno ed importanti tostature. Qui al contrario ritroviamo uno stile contemporaneo nato negli ultimi due decenni ma che come dice Arturo, di fatto prende spunto dalle vinificazioni che faceva il padre, con brevi macerazioni ed affinamenti in cemento e legni.
Arturo dopo anni di vinificazioni decise di imbottigliare una parcella di grande carattere, l'ha chiamata la Finca de los Locos in onore di nonno Cesareo.
