CASA BALAGUER

CASA BALAGUER

Casa Balaguer

Villena, Alicante - Spagna

 

Talvolta le storie finiscono, altre volte continuano… "Rafa mi ha chiamato un giorno per telefono dicendomi di andare da lui in cantina. Non appena arrivato mi dice: 'Andres, mi devi acquistare l'azienda!'. Io scioccato rispondo che, insomma, si stava parlando di cose importanti! Ma poi, dopo averci riflettuto in famiglia qualche giorno, abbiamo deciso di portare avanti il progetto di Rafa, per dargli continuità e per non farlo spegnere miseramente da un giorno all'altro".

Con queste semplici parole Andres ci ha raccontato come l'azienda di Rafa Bernabé abbia cambiato proprietario. Andres Carull e la moglie Marta sono originari della zona e portano avanti un progetto che è alla terza generazione, la prima vigna piantata dal nonno di Andres, Daniel, risale al 1932 ed era Monastrell.

Andres è ingegnere agronomo ed enologo, la moglie Marta biologa ed enologa: si sono conosciuti proprio all'università ma l'amore tra loro è scoppiato quando entrambi lavoravano a Bordeaux con il pioniere della biodinamica Alain Moueix presso Château Fonroque. Tornati nel 2008 ad Alicante riprendono l'azienda di famiglia convertendola in biologico e biodinamica.

Oggi l'azienda Vinessens produce vini di terroir da vitigni autoctoni come Monastrel, Rojal, Garnacha peluda, Forcal del Arco, Malvasia, Muscatel. L'amicizia con Rafa Bernabe è di lunga data, Marta fece addirittura la sua prima vendemmia dopo enologia proprio da Rafa nel 2006.

Tornati dalla Francia spesso si incontravano per scambiarsi opinioni sull'agricoltura sostenibile e condividendo il fatto che le grandi aziende spagnole producevano vini come potrebbe fare un'industria di bevande gassate. È stato proprio questo scambio tra amici che si rispettavano che ha portato Rafa a fare "quella" domanda ad Andres.

Oggi Andres insieme a Marta portano avanti con sensibilità, responsabilità e rispetto il progetto, le idee ed i vini di Rafa, coltivando le vigne di Casa Balaguer a 700 metri principalmente di Monastrell e le vigne dei bianchi nel parco Natural de La Mata su sabbia in riva al mare. I vini Finca Casa Balaguer, la vecchia cantina di Rafa, sono il seguito di una storia affascinante, rockeggiante che anima la zona di Alicante.

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SURIOL

SURIOL

Suriol

Grabuac, Catalogna - Cava

 

Visitare l'Alto Penedès è un'esperienza meravigliosa. Il territorio è un'insieme di dolci colline a perdita d'occhio e alle spalle il Montserrat che si erge con il suo andamento a picchi, tra i quali, ci racconta Assis, i suoi figli si divertono a riconoscere gli animali nelle forme della montagna.

Il Montserrat è come il custode di questo territorio e ne racconta anche la sua origine, infatti è costituito da marne calcaree emerse, una cosa davvero peculiare per una montagna, se non unica! L'Alto Penedès, dunque, è caratterizzato nella sua interezza da vecchi fondali riemersi che donano un territorio collinare di marne calcaree.

Come sappiamo il calcare è un elemento che alza il pH dei suoli ma allo stesso tempo abbassa il pH dell'uva, donando dei vini di grande tensione, freschezza e mineralità. In questa zona, caratterizzata da sbalzi termici importanti, agli inizi del 1900 a Sant Sadurní d'Anoia, nacque il cava, lo spumante metodo classico tradizionale di questa zona di Spagna.

La famiglia Suriol è proprietaria di terreni vitati ed agricoli dal 1624, ben 14 generazioni che si susseguono in questa tradizione e, chiaramente, anche la famiglia Suriol ha raccontato la sua espressione di cava. È stato il padre di Assis, Francesc che si è votato tra i primi a fine anni '80 alla certificazione in biologico della proprietà di famiglia.

Assis come il padre prosegue con questo approccio, convertendo tutta la proprietà in biodinamica, dedicandosi anche al reimpianto di varietà autoctone, oltre alle classiche: Xarello, Macabeu e Parellada; oggi troviamo piantati in azienda anche il Sumoll e il Monastrell.

In cantina le fermentazioni vengono svolte nelle classiche vasche di cemento sotterranee, e nella spumantizzazione sono dei veri e propri maestri, ricercando già nel frutto quell'equilibrio che si tramuta in una gamma di brut nature eccezionali. Non mancano alcune interpretazioni di bianchi e rossi fermi, affinati in botti di castagno locale. Autentiche emozioni ai piedi del Montserrat.

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TERROIR AL LIMIT

TERROIR AL LÍMIT

Terroir al Límit

Torroja del Priorat, Priorat, Montsant - Catalogna

 

Ho conosciuto Dominik Hubert nel 2014 a Montpellier. Ero ad una fiera e stavo curiosando quali produttori fossero presenti. Vedo scritto Spagna, Priorat, mi fiondo. Mi approccio con uno spagnolo mal masticato, Dominik mi guarda e mi dice: "Ma sei italiano?". Rispondo: "Sì, sono italiano, tu parli italiano?!". Sorride: "Ho vissuto in Italia per un periodo, a Genova". Non ci credevo! E faccio presente di essere ligure!

Dominik ha studiato economia e marketing tra Londra, Monaco e Madrid ma è grazie alla sua propensione alla gastronomia e allo stile mediterraneo che nel 1996 effettua il suo primo stage presso la mitica azienda Mas Martinet in Priorat, dove la famiglia Perez diede il via insieme ad Alvaro Palacios alla rinascita di questo meraviglioso territorio vitivinicolo.

Nel 2001, insieme al suo amico enologo sudafricano Eben Sadie, produce il suo primo vino sotto la marca Terroir al Límit, e fu così che la storia ebbe inizio. Terroir al Límit aveva come obiettivo quello di lavorare con vigneti storici della DO Priorat e raccontare la finezza che questa regione era capace di portare ai vini con l'idea, nel tempo, di un'interpretazione borgognona delle varie parcelle.

Nel tempo Dominik ha voluto convertire la proprietà in biodinamica: tutto il lavoro è svolto a mano, fatta eccezione di Frida, l'asino che viene utilizzato per alcune lavorazioni del terreno. Dal 2012 Dominik si incarica al 100% del progetto. Nel 2015 lancia il progetto Terroir Historique raccogliendo uve dai contadini del priorato per espressioni storiche ed autentiche affinate solo in cemento.

L'azienda oggi possiede in totale 25 ha con una produzione che nelle buone annate arriva alle 60.000 bottiglie. I valori dell'azienda sono racchiusi nell'essenza del Mediterraneo: vinificazioni ed affinamenti brevi in cemento, vini per accompagnare i piatti della tradizione mediterranea.

Nei vini di Terroir al Límit abbiamo trovato una finezza espressiva, filo conduttore di la linea che raramente abbiamo avuto modo di incontrare. Siamo così onorati di potervi offrire un'espressione di Spagna di altissimo livello.

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BODEGAS ALBAMAR

BODEGAS ALBAMAR

Bodegas Albamar

Cambados, Rías Baixas - Galizia

 

Prima del 1492 la Galizia era il confine ovest del mondo esplorato, una regione affascinante e selvaggia di fronte all'Oceano Atlantico. Immaginatevi tanti piccoli fiordi sulla costa oceanica dove l'acqua dolce si mescola all'acqua salata con l'alternarsi delle maree: queste sono las rías, da cui Rías Baixas. La "x" in gallego si legge "sc", dunque "Rías Baiscias".

La Galizia è una terra che conserva il 78% del patrimonio ampelografico di tutta la Spagna, il potenziale vitivinicolo è incredibile; in questa regione il vino si è sempre fatto tramandando il gesto culturale di generazione in generazione e quest'ultima sta facendo venir fuori una Galizia inedita ai tempi moderni.

Xurxo Alba Padin ha voluto che la sua vita fosse l'insieme di tutto questo e dal 2005 gestisce la propria azienda vitivinicola a Castrelo, frazione di Cambados: Bodegas Albamar. Xurxo proviene da una famiglia che produceva vino da bere nel proprio furancho, una sorta di trattoria casolinga animata dai vicini della frazione e dai viandanti, un luogo di aggregazione sociale oltre che ristorativo.

È in questo contesto che Xurxo ospita continuamente persone da ogni dove, contagiandole con la propria energia positiva e pioneristica e confrontandosi sempre con le novità. Xurxo sta facendo sempre più parlare di sé, grazie alle espressioni dei suoi vini, sempre più grandi e ricercati in tutto il mondo.

Lavora su micro-parcelle di vigne vecchie, talvolta a piè franco, sparse per tutta la sottozona del Salnès. Xurxo rappresenta, insieme ad altri, la gioventù emergente della Rías Baixas. Produce vini di terroir tesi, freschi, balsamici, salati… vinos atlanticos!

Xurxo è tra le persone che più ci ha fatto crescere nel nostro Essere Scopritori.

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XESTEIRIÑA

XESTEIRIÑA

Xesteiriña

Lugar Xesteiriña, Rías Baixas - Galizia

 

José Manuel Dominguez Torres è di formazione un ingegnere agronomo ed enologo. Quando l'ho incontrato per la prima volta nel 2021 ci trovavamo in Bodegas Albamar assieme al suo compagno d'avventura Adrian; stavano pulendo una vasca dopo il travaso. Ci siamo aperti una bottiglia della prima annata del loro vino, Xesteiriña 2020; mi resi subito conto che non era un vino qualsiasi.

Xesteiriña è una località alle spalle della cittadina di Sanxenxo, nella sottozona del Salnés della Rías Baixas (per la cronaca la "x" in gallego si pronuncia "sc"). La località dà il nome alla vigna e così al vino. José Manuel aveva piantato lui stesso questo vigneto nel podere di famiglia 38 anni fa.

La sua viticoltura, in questo ettaro scarso di terra, rasenta il giardinaggio: una pratica non interventista, promuovendo rese per ettaro basse, concimando il terreno con humus raccolto nel bosco.

Adrian Guerra Gutierrez invece è stato per anni il patron della vineria Bagos di Pontevedra ed ora si dedica alla distribuzione di vini artigianali per l'azienda Viños Vivos di Santiago de Compostela. Adrian è un appassionato di vino, ha viaggiato per l'Europa e rappresenta oggi un pilastro della rivoluzione vitivinicola artigiana della Rías Baixas.

Adrian, conoscendo José Manuel e la sua vigna, ha dato l'impulso per far nascere questo progetto unico dal nome Xesteiriña. La produzione è confidenziale: 1.800 bottiglie, chicche da far emozionare le persone con la purezza della brezza atlantica.

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VERONICA ORTEGA

VERONICA ORTEGA

Veronica Ortega

Valtuille, Bierzo - Spagna

 

Quando ci si mette in macchina per andare alla scoperta di un nuovo territorio si prova sempre un'emozione piacevole, di curiosità. Viaggiare verso il Bierzo è stato proprio così e non appena arrivato a destinazione, la sorpresa è stata ben oltre le aspettative. Il Bierzo è una piccola regione vitivinicola di 3.000 ha in Castilla y Leon a confine con la Galizia, nei pressi di Ponferrada.

Il suo essere situata in Castilla y Leon è più una questione di carta geopolitica piuttosto che storica, culturale ed ambientale, infatti, il Bierzo si sente gallego: come la Galizia, questa regione è decisamente verde, lontano dalle aride piane della Castilla. Il Bierzo è una delle tappe del cammino per arrivare a Santiago de Compostela.

Lo scenario che si apre è una valle collinare a 400 metri, circolare; una vecchia placca tettonica attorno alla quale si ergono montagne che arrivano fino a 1.000 metri. In questa zona si coltiva principalmente la Mencia, un grande vitigno rosso del nord ovest spagnolo.

Veronica Ortega è originaria di Cadiz, Andalusia, suo padre Adrian era uno stimato torero andaluso. Si laurea in chimica, e poi, si innamora del vino. Veronica dopo studi di enologia chiede ad Alvaro Palacios di poter lavorare da lui nel Priorato. Alvaro vede in Veronica qualcosa di grande; così scrive alla Domaine de la Romanée Contì, dove Veronica lavorerà in cantina per 6 mesi per poi rimanere tre anni in Borgogna e due anni in Rodano.

Grande amica di Ricardo Palacios e Raul Perez berciano, decide di valutare il proprio progetto nel Bierzo. Dopo un paio di annate di prova nel 2012 si trasferisce in questa regione spagnola percependone il grande potenziale. Veronica sceglie di mettere le proprie radici a Valtuille, nella valle, a 400 metri dove la mencia cresce su suoli di sabbia ed argilla, con vigne di 80 anni cooplantate di rosso ed un 15% di bianco.

Veronica è una donna di grande carisma ed intuizione. Oggi produce a nostro gusto lo stile di Bierzo che più amiamo, una viticoltura biologica, lavoro dei suoli, vinificazioni di rosso e bianco, con parte di raspi, intuendo ogni anno le potenzialità dell'uva. Riprende vinificazioni tradizionali del valle, con più materia, e della montagna con espressioni più leggere, entrambe con un'interpretazione personale di grande livello.

Pensiamo fermamente che il Bierzo sia una regione rivelazione della Spagna tutta da scoprire e tramite Veronica Ortega abbiamo incontrato una persona che trasmettesse nei nostri valori questa regione che è lanciata ad essere sempre più importante negli anni a venire. Quidao! Vero rocks it out!

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BODEGAS LUIS PÉREZ

BODEGAS LUIS PÉREZ

Bodegas Luis Pérez

Jerez de la Frontera, Andalusia - Jerez

 

Nel 2015, il primo viaggio fatto a Jerez. Nonostante fosse febbraio, il clima durante il giorno ricordava le più belle giornate primaverili che vivo a casa in Italia: quel sole caldo, maniche corte ed un rinnovato profumo di fiori. Un tardo pomeriggio stavo visitando alcuni vigneti con un produttore, le viti iniziavano giusto a germogliare. All'imbrunire rimasi sorpreso: il suolo era così bianco che sembrava fosse coperto di neve. Albariza lo chiamano, il calcare di Jerez, la terra bianca.

Il progetto Bodegas Luis Pérez nasce nel 2002 da Luis Pérez, professore di enologia all'università di Cadiz (Cadice). Poco più di 10 anni dopo il figlio Willy Perez entra in azienda per seguire il sogno di famiglia.

Willy prima di tutto è un grande studioso della sua terra, Jerez de la Frontera, ed ha fatto uno studio incredibile di zonazione dei pagos di Jerez in maniera attenta andando a segnare tutte le differenze dei suoli di Albariza. È stato uno studio durato anni ed è stato fondamentale per il territorio.

Willy credeva nei jerez a grado naturale senza essere fortificati, un po' come i Marsala pre-british. Così che con i propri studi riuscì addirittura a far sì che la denominazione stessa accettasse gli jerez non fortificati, a grado naturale, diventando il pioniere dello stile storico. Willy crede moltissimo nel Palomino fino e nella sua capacità di poter raccontare un territorio: definisce un lavoro di vinificazione di sottozone dello stesso pago sia in bianco, come la Escribana dal mitico pago di Macharnudo, che nei vini non fortificati sotto la denominazione Jerez i Caberrubia del pago di Carrascal.

Willy Pérez, insieme all'amico studioso Ramiro Ibañez, ha lanciato un progetto di recupero di una storica realtà jerezana: M. de la Riva, vini di Jerez classici di solera antiche.

Sono anni che Jerez sta risorgendo, grazie ai produttori e ristoratori di zona. Una delle zone più in fermento della Spagna!

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BERNABELEVA

BERNABELEVA

Bernabeleva

San Martín de Valdeiglesias, Gredos - Madrid

 

Il paese di San Martin de Valdeiglesias nasce nel XII secolo grazie alla fondazione del monastero cistercense di Santa Maria de Valdeiglesias. Come in molte zone europee e spagnole furono proprio i monaci cistercensi a portare la viticoltura in zone isolate in montagna come a San Martin de Valdeiglesias.

Ci troviamo all'inizio della Sierra di Gredos, a sud ovest rispetto alla capitale spagnola, una delle catene montuose principali di tutta la Spagna che divide la Castilla y Leon dalla Castilla - La Mancha. Bernabeleva significa "la strada dell'orso" ed è proprio nei boschi della zona che ritroviamo ancora delle vecchissime sculture di granito che raffigurano gli orsi.

Bernabeleva nasce nel 1928, da un vivaista che coltivava principalmente la Garnacha innestato su piede americano. Per circa due generazioni l'azienda fu abbandonata. Nel 2006 i pronipoti del vecchio proprietario decisero di far rivivere l'azienda partendo proprio da quei 35 ha di vecchie vigne di 80 anni situati tra i 400 e i 700 metri di altitudine su suoli sabbiosi di origine granitica.

È stato in modo soprattutto dallo sforzo eroico di Juan Diez Bulnes che risorge Bernabeleva: parliamo di eroicità perché in questa zona le rese ettaro sono veramente bassissime, si raccolgono dagli 8 ai 15 quintali per ettaro. La lungimiranza di Juan lo portò a contattare Raul Perez, uno dei più grandi enologi spagnoli attivo nel vicino Bierzo e successivamente venne chiamato Marc Isart che, insieme a Raul, identifica un potenziale ed uno stile dei vini di Gredos.

Viticoltura biologica e minimo intervento in cantina, dove le vinificazioni si svolgono in tini troncoconici con lunghe macerazioni a cappello sommerso, fino a 3 mesi di macerazione a grappolo intero. Oggi gli ettari vitati sono circa 40 grazie a nuovi rimpianti.

È proprio in questo il valore di Bernabeleva: senza di essa, senza la famiglia di Juan, la viticoltura a Gredos non esisterebbe più, un presidio a protezione della tradizione centenaria. Nelle buone annate l'azienda produce intorno alle 90.000 bottiglie sui 40 ettari vitati di proprietà.

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BODEGA CINCO LEGUAS

BODEGAS CINCO LEGUAS

Bodegas Cinco Leguas

Chinchón, Vinos de Madrid - Madrid

 

Marc Isart è oggigiorno una persona alla quale la Spagna deve molto, intendo la Spagna vitivinicola, delle nuove espressioni artigianali, di terroir. Catalano di origine, con la sua famiglia si trasferisce da piccolo a sud di Madrid nel paese di Valdilecha. Siamo negli altopiani madrileni, a pochi chilometri a sud dalla capitale. Una terra estremamente calda durante l'estate ma con un fascino incredibile.

Marc Isart è stato considerato per certi versi figlio d'arte di Raul Perez, uno dei più grandi enologi spagnoli degli ultimi anni: un uomo che ha saputo tirar fuori da alcune zone espressioni di pura finezza di terroir. Marc Isart, infatti, è stato nella Sierra de Gredos a nord di Madrid il cardine della rivoluzione, lavorando per anni presso la Bodegas Bernabeleva ed è stato alla base della fondazione del progetto Comando G, azienda diventata un mito nel mondo.

Quando Marc raccontò per la prima volta del suo progetto personale era il 2014: eravamo a Montpellier. Ci troviamo a Chinchón a sud di Madrid, tra i 700 e gli 800 metri, una zona caldissima d'estate e con inverni rigidi, secca ed estrema. Coltiva in biologico 11 ha di vigneti ad alberello vecchi di più di 60 anni, fino ad un massimo di 90 anni.

La cantina Cinco Leguas è stata finalmente ultimata nel 2020 riuscendo così a vinificare a pieno le proprie uve con curiosità e l'estro che lo contraddistinguono. Ma mantenendo chiaro un concetto: fare vini per la tavola, semplici, da bere con piacere, vini di trago largo. Oggi Bodegas Cinco Leguas produce all'incirca 50.000 bottiglie.

Marc ha deciso di iniziare un progetto in una zona vitivinicola tanto sconosciuta quanto modesta nella DO Madrid. Stavano scendendo assieme una via di Chinchón in direzione della famosa Plaza Mayor e Marc disse: "La vedi quella luce?" guardando all'orizzonte tra le colline, gli olivi ed i pini marittimi. "Beh, io e mia moglie ci siamo innamorati di questo posto". Effettivamente aveva ragione. Cochinillo al horno e tinto fino.

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AAA

AAA

AAA

Cambados, Rías Baixas - Galizia

 

AAA è Adrian Gallego, Andrea Gaggero e Xurxo Alba nella Bodegas Albamar. Questo progetto è frutto della loro amicizia. Per anni Adrian, Andrea e Xurxo si sono confrontati su tematiche riguardo la viticoltura e la vinificazione. Ed è proprio da questo confronto che sono nati anche degli stimoli di crescita ed evoluzione.

Inoltre, il contesto di Bodegas Albamar ha ospitato da sempre le persone dell'aldea di Castrelo, che in parte vendevano le uve ed in parte le vinificavano in casa. I vecchi raccontavano come tradizionalmente in Rías Baixas i vini bianchi si facevano con due giorni di macerazione sulle bucce e malolattica svolta; i rossi invece avevano almeno un 20% di uva bianca Albariño, questo per alzare la gradazione visto che i rossi atlantici difficilmente arrivano a più di 10 gradi.

Oggi la Rías Baixas è conosciuta per i propri vini bianchi non macerati e senza malolattica svolta e rossi principalmente monovarietali o uvaggio di rossi. Adrian ed Andrea hanno proposto a Xurxo di riproporre la tradizione della Rías Baixas nel contesto di Bodegas Albamar, producendo due vini di ispirazione tradizionale con una lettura moderna ed accurata. Così nasce AAA.

Menzione speciale alle uve che in parte provengono da pergole bicentenarie a piede franco, un vero patrimonio della Rías Baixas. Questi vini si adattano perfettamente a bistrot di nuova concezione, ad osterie della tradizione e ristoranti in cui i sommelier hanno sete di scoperta.

Nel bianco troviamo materia, sapidità e profondità, un vino di bocca tra frutto e iodio. Nel rosso invece ricerca di eleganza, finezza, con piccoli frutti rossi e spezia atlantica, un pinot oceanico.

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BODEGAS LAVA

BODEGAS LAVA

Bodegas Lava

Santa Brígida, Isole Canarie - Gran Canaria

 

Per molti anni siamo stati aperti alle novità che le Isole Canarie stavano producendo e proponendo sul mercato, assaggiando diversi vini di Tenerife, di La Palma, Lanzarote ed infine Gran Canaria. In questo caso è stato un folgorante assaggio durante i nostri viaggi in Spagna: un vino saporito, vibrante, con quella fine e balsamica speziatura con la giusta maturità che sull'Atlantico solo le Canarie sanno regalare e infine quel filo di riduzione che riporta a quei suoli vulcanici che accomunano queste isole.

La bottiglia in questione era stata un Lava tinto, un vino prodotto nel versante nord di Gran Canaria a Santa Brígida, le quali uve provengono dal vigneto di Pinosanto a 700 metri e dal vigneto di 80 anni di Lomo de los Ingleses a 1100 metri. Meraviglia pura e questo lo dobbiamo a Mari Carmen, Juanma e Guillermo, i tre fratelli che gestiscono Bodegas Lava.

Bodegas Lava nasce nel 2013, i tre fratelli volevano dare voce al proprio territorio e perpetuare quello che era stata fin dalla loro infanzia un'attività condivisa con i propri genitori, fare vino. La zona ha dell'incredibile d'altronde: il versante nord di Gran Canaria è quello maggiormente colonizzato perché più fresco e verde.

I vigneti li troviamo a partire dai 350 metri dove Lava, per esempio, lavora nella Finca los Lirios vicino alla caldera de Bandama, fino ai 1200 metri come per la Finca las Arbeja. Il terroir ha un clima atlantico però con influssi dei venti del Sahara, i suoli sono pura lava vulcanica e la fillossera non è mai arrivata.

Non essendo arrivata la fillossera la viticoltura permane a piede franco e tutto in selezione massale; immaginatevi di voler fare un nuovo vigneto: tagliate delle sezioni di tralci di un anno da 30 cm e piantate nella terra, fatto! Ne piede americano, ne innesti, solo talee. Il contesto canario sicuramente è qualcosa di unico in tutto il mondo vitivinicolo.

Tutti i vigneti di Lava sono su suoli vulcanici, quello che cambia è l'esposizione, l'altitudine ed il vitigno. In cantina le vinificazioni sono estremamente artigianali, tutto è fatto a mano e si usa quanto meno possibile energia elettrica, di fatto la cantina è una piccola costruzione a Santa Brigida, l'essenziale per produrre quelle circa 8.000 bottiglie all'anno da 2,5 ha vitati.

In cantina le fermentazioni sono spontanee in acciaio, tinajas, e botti. Vini non filtrati né chiarificati con basso contenuto di solforosa. Vini molto puri ed estremamente fedeli ad un terroir speciale come quello di Gran Canaria.

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MUCHADA-LECLAPART

MUCHADA LECLAPART

Muchada Leclapart

Sanlúcar de Barrameda, Andalusia - Jerez

 

Quando si incontra Alejandro Muchada per la prima volta, si incontra una persona che incanta per la sua luminosità. Alejandro è una persona che ama l'arte, la musica, la letteratura e cerca di circondarsi di persone che abbiano una certa sensibilità di fronte alla natura ed al mondo.

Come Alejandro sia arrivato ad essere viticoltore è un percorso tra il mistico ed il misterioso, ma ciò che certo è che per caso arrivò a fare una vendemmia presso l'azienda in Champagne di David Leclapart. Alejandro insieme a David scopre una dimensione nuova della viticoltura, fatta di energia, cosmo e luce. Questo lo appassiona moltissimo.

Ritornato a Sanlúcar de Barrameda, dopo un primo progetto appena accennato, propone a David Leclapart di creare un'azienda in Andalucia, a Sanlúcar de Barrameda, dove la luce del sole si riflette su quello specchio di oceano dorato.

Con una viticoltura biodinamica e pratiche agricole di conservazione dei suoli su vigneti per la maggior parte vecchi in selezione massale, l'idea è stata quella di lasciarsi guidare dal territorio, anche dalle sapienti mani di persone come Juan, viticoltore di Sanlúcar che da tutta una vita quella terra la calpestva, zappava, respirava, viveva.

Incrociare dunque un approccio agricolo con la sapienza contadina locale per avere vigneti in equilibrio capaci di regalare uve di una ricchezza straordinaria. I 4 ha vitati sono situati per il Palomino all'interno del pago Miraflores alto e bajo su albariza lustrillo e tosca cerrada, per il moscatel a Chiclana de la Frontera su suoli più sabbiosi.

In cantina l'idea è conservare il lavoro in campagna, senza prendere particolarmente spunto dalla tradizione, ma piuttosto far emergere il carattere delle proprie piante in vini ricchi in estratto e complessità, vini estremamente affascinanti, vibranti ed unici nel loro genere.

Crediamo fermamente che questo sia uno tra i progetti emergenti più interessanti al momento sul mercato.

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