BARBACAN

Valtellina - Lombadia

 

Visitare l’azienda di Matteo e Luca Sega a San Giacomo di Teglio è come aprire un tunnel spazio-temporale e, percorrendolo, si vedono tutte le tappe che hanno probabilmente portato il Nebbiolo ai giorni nostri.

Ma in realtà, in Valtellina, il Nebbiolo non esiste: qui si deve parlare di Chiavennasca.

Ora vi pongo una domanda: Valtellina è solo vino? Assolutamente no!

In Valtellina viene prodotta la Bresaola, il prodotto più conosciuto in assoluto; poi abbiamo il Bitto, un eccezionale formaggio delle Alpi Orobie soprattutto quando è “Storico Ribelle”. Dulcis in fundo, il vino sul versante delle Alpi Retiche.

Questo richiama già una grande complessità gastronomica alpina.

Negli anni, il vino valtellinese faceva parlare di sé solo grazie a grandi aziende, spesso cooperative: ma negli ultimi due decenni in realtà qualcosa è cambiato.

Nel dopoguerra i contadini abbandonarono in parte le terrazze inerpicate sul fianco della montagna per spostarsi a lavorare in città; su queste terrazze, oltre alla vite, coltivavano ortaggi e grano saraceno.

Fortunatamente l’abbandono della terra ha tenuto lontano l’aggiornamento enologico-tecnologico per decenni.

Oggi in Valtellina troviamo vigneti storici di 80-90 anni e la bellezza è vedere come si sono conservati i biotipi della Chiavennasca: la Rossola, il Rossolino rosa, la Pignola, il Chiavennaschino, la Brugnola e la Negrera.

"Sono come fratelli e sorelle" dice Matteo "ed ognuno apporta una sfumatura ai nostri vini delle alpi".

Barbacan oggi conduce eroicamente una viticoltura senza compromessi, del tutto manuale, nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Le vinificazioni sono selvagge, autentiche, senza utlizzo di nessun tipo di coadiuvante se non bassissime quantità di solforosa quando necessarie.

Dalle terrazze storiche nascono espressioni di parcelle come Sol, Jazpèmi, Livél, Francia. Vini con radici antiche, dunque, su vigneti che esistevano fin dai tempi del Rinascimento, vialetti tra le terrazze per i vecchi carri.

"Eravamo la porta per la Svizzera… e commerciavamo in vino".

Bere Barbacan è come fare un sorso di storia: finito il sorso bisognerà aprire una nuova bottiglia perché, come tutte quelle buone, finiscono subito.

 

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